martedì 17 febbraio 2015

Il ritorno a casa

Ormai è finito il tempo e la permanenza in Turchia è ai sgoccioli. Prenoto il rientro via traghetto, o meglio via traghetti, ne avrò 3 in rapida sequenza. Tutto questo per poter risparmiare chilometri, la catena è alla frutta e rischio che mi si spezzi da un momento all'altro e poi ne approfitto per godermi il mare.
Verso l'ora di pranzo mi avvio verso il porto di Cesme, da lì è già possibile vedere l'Europa, infatti l'isola di Chios è a soli 30 minuti di navigazione. Inizialmente trovo delle guardie che mi offrono l'ultimo Chai del viaggio mentre altre poco dopo mi fanno controlli approfonditi, compresa una seconda scannerizzata ai raggi X (alla moto ovviamente).

Le nuvole promettono pioggia e prendo questo primo traghetto pregando che ciò che penso non accada cosa che per fortuna almeno al momento non succederà. 

Arrivo in suolo greco che è buio, il prossimo traghetto ovvero quello che mi dovrà far arrivare ad Atene è alle 11 di sera e dovrò aspettare 4 ore, così decido di starmene in un ristorantino proprio davanti a dove la nave dovrà partire. 

Cercherò di ingannare il tempo come potrò...

Alle 10 sono seduto sulla sella mentre aspetto che il bestione apra le paratie per far entrare noi piccolini.
Nemmeno a farci apposta, appena iniziano l'imbarco inizia a piovere, quindi mi sono beccato solo una trentina di secondi di pioggia.

Una notte nel sacco a pelo e la mattina sono bello fresco per affrontare gli ultimi 300km che mi separano da Patrasso. Sarà un lento andare, mi godrò paesaggi e quella stessa strada fatta 4 anni prima con il supertenerè e la ragazza di allora. 
In città ritrovo pure quei stessi posti dove ero stato, è tutto lì come me lo ricordavo, il parco ecc...
Poco dopo l'ora di pranzo ho sbrigato i controlli, parcheggio nel ventre della nave e sono già con il pc per montare il filmino di questo viaggio. Quando uscirò da qui sarò vicino a casa quindi ormai posso definire il viaggio concluso e ringrazio ancora una volta che sia andato tutto bene, nessun imprevisto e 0 problemi. Anzi, il viaggio mi ha dato tanto e non è una frase fatta. Quanta gente conosciuta che solo per curiosità o per amicizia mi ha offerto ciò che aveva, ho vissuto momenti e spero che possa tornare presto a viverne di così belli.


Per fortuna a casa c'è chi ti aspetta e nuovamente con gli amici ci si rincontrerà per il saluto del rientro :) una delle parti del viaggio che preferisco.

Il viaggio terminerà come al solito nel garage di casa, meta che toccherò alle 10 di sera dell'11 novembre... finalmente (o forse no) A CASA


sabato 8 novembre 2014

Pamukkale, Hierapolis e ultima tappa turca

Ormai non manca molto alla fine, le tappe si fanno più corte e posso dedicare più tempo per me e alle visite.
La tappa per Pamukkale è di soli 300km, in 4 ore penso di sbrigarmela.
Parto dalla città di Antlya con 23° con la felicità di colui che non ha tolto l'imbottitura invernale sulla tuta. La strada che prendo è una superstrada che va incontro alle montagne, già da pochi km uscito dal paese comincio a salire, il panorama e la strada sono uno spettacolo, in mezzo ai monti mi inerpico pennellando curve veloci, con il kappa è davvero divertente, non si scompone mai!

Il programma è di fare un giro a Pamukkale e la mattina dopo vedere la città di Hierapolis, arrivo di pomeriggio appena iniziato così penso che si, posso fare così.
Trovato l'albergo, sistemato tutto e presa la macchina fotografica posso andare: faccio il biglietto e mi dicono che vale sia per la risalita a piedi sul bianco del calcare che per il sito di Hierapolis.

Appena arrivi inoltre ti fanno togliere le scarpe e così salgo sulla rupe (c'è un dislivello di 160m) e lì capisco perchè il biglietto è singolo. La città venne costruita proprio al di sopra e appena si arriva in cima si può vedere tutto il sito di fronte.

Sono le 3 e quindi posso visitarmelo con tutta la calma di questo mondo, ormai ho preso a camminare e me la giro tutta da nord a sud.


Al centro della vecchia città c'è una stazione termale dove centinaia di turisti si godono un bel bagno rilassante, sono tentato ma non ho nemmeno il costume, cacchio dovevo comprarlo in paese! Va bè, mi consolo con la pedicure, come i vecchi :D



La sera andrò a fare un giro, i turisti del giorno non ci sono più e il posto è un deserto, fa freddo e così tornerò in albergo. Lì di fianco la mia ci saranno altre 2 moto, da enduro 250, a cena scoprirò che sono di 2 tedeschi che le hanno noleggiate ad Antalya e ora se ne vanno a zonzo per i boschi della turchia. Riusciremo a capirci comunque!

Il giorno successivo è la volta di Cesme, da lì poi il traghetto che mi porterà in Grecia. Mi godo la strada sapendo che sarà l'ultima per questo viaggio, o meglio l'ultima in Turchia e ringraziando il cielo che finora è andato tutto liscio come l'olio.
Da qui in poi non c'è molto da dire, mi godo un po' di mare fuori stagione, il sole non spacca le pietre  e c'è un po' di vento. Un po' è noioso, non c'ero abituato a star fermo.


Degna di nota invece è il paesino vicino a quello dove ho l'albergo: Alacati, è semplicemente splendido, sono tutti piccoli vicoli con sanpietrini e tanti locali, ristoranti e alberghi, musica che risuona per le strade in un atmosfera davvero romantica, dovrò tornarci in futuro quando sarò in compagnia.

Peccato non aver con me la macchina fotografica...

mercoledì 5 novembre 2014

Gobekli tepe e costa sud

La mattina mi alzo con l'intento di portare qualcosa ad Hasan. La pasticceria che avevo visto ieri sera è chiusa ma c'è un negozietto di frutta secca lì di fianco, opto così per un sacchetto di roba mista che so che gradirà perchè la sera precedente l'avevo visto sgranocchiarla di gusto. Provo a cercare casa, non è semplice non mi ricordo, era buio con i negozi chiusi mentre ora è tutto aperto. Provo a bussare su quello che mi sembra il portone giusto, busso per un po', lo chiamo ma del vecchietto non vi è traccia. Con rammarico lascio il presente attaccato alla porta e me ne vado.

Imposto il navigatore e segna 20km per il sito che da tanto aspetto di vedere. Al posto di seguire il navigatore guardo i cartelli che segnano Gobekli tepe lungo la via.

Imbocco una delle vie principali della città e da lontano noto il centro Yamaha, proprio quello del biglietto da visita che mi aveva dato Kemal (non Jamal sorry). Quando lo sto passando chi ti trovo sulla porta? Kemal, lui che quando mi vede è sorridente e mi viene incontro, subito mi offre un Chai, la colazione già l'ho fatta e rifiuto un altro lauto pasto da quel che vedo. Provo a spiegargli che è stato un caso ma il suo inglese lascia un po' a desiderare, ci capiamo però con qualche gesto in più. Provo a raccontargli pure del mio intento mattutino, capisce e mi dice: lavora fino alle 2-3 di notte con le moto e sicuro ora dorme. Insomma il contrario dei vecchietti tradizionali.
Di tutti i viaggi che mi diceva ieri ne sono testimone, su facebook mi fa vedere tutte le foto con i vecchi BMW in Kazakistan, favoloso! Allora è peggio di me...
(Kemal è quello alla mia sinistra, dietro c'è il boss e poi dietro ancora penso sia il buon Fabio turco)


Qui il video di Hasan in Vespa: http://www.youtube.com/watch?v=0Uo8gZzpWD0

Dopo pochi minuti si esce dalla città e per 5 lire turche (se non mi sbaglio) si entra nel sito di Gobekli Tepe, il più antico complesso templare dell'umanità, datato sui 10000 anni fa. Non è chissà poi cosa, è piccolo, in meno di mezz'ora si è fuori ma non è lì per competere con città romane ma è straordinario se si pensa da quale età ne sia uscito. Ne è valsa la pena!



Finita la visita prendo l'autostrada e punto le ruote ancora verso ovest.
Passa tutta la giornata e non sono stanco, così mi dico che voglio guidare anche un po' di notte, sto per arrivare alla costa, la vedo, finalmente sono tornato a vedere il mediterraneo.
Verso le 5 entro in un paese, ad un tratto si forma un po' di coda, mi faccio largo e mi trovo davanti ad un incidente, solo che c'è un ragazzo a terra che non si muove più e una macchina con il frontale segnato dall'incidente. C'è già la polizia ma niente ambulanza, nessuno dei presenti compreso il poliziotto si avvicina al ragazzo steso sull'asfalto, spero di non aver capito ma se ho capito la cosa non è piacevole. Non so se fermarmi o no, non sono tipo da fare il guardone e così opto per un lento allontamento. Fra me e me comunque ripenso alla scena e alla finaccia che secondo me quel ragazzo ha fatto. Me ne starò 10 minuti in silenzio a ripensarci.

è ormai buio quando la strada si discosta dal mare e sale per i monti, non ci voleva, ora voglio fermarmi e non c'è più un albergo, prima la costa ne era piena.
Verso le 6 e 30 trovo un paesino e mi ci fermo, per 50 lire trovo un bell'albergo. Sono stanco e dopo cena vado a dormire.

L'indomani scopro che non era il solito paesino sperduto e tetro come mi era sembrato dalle poche luci ma di nuovo mi trovavo vicino al mare, bellissimo, non c'è una nuvola e i riflessi creano begli effetti.


La strada poi diventa tutta curve ed è veramente divertente. Se pure l'asfalto fosse buono come il panorama.
Dopo una curva vedo una motoretta carica e il tizio è vestito di tutto punto, mi fa segno di venire lì e io mi fermo. Un saluto a te straniero.
è un vecchietto tutto arzillo, non parla inglese ma... parla tedesco, bene uguale, ha lavorato tanti anni in Germania, in più è maestro di arti marziali, fuma come un turco e gli piacciono le donne tanto da avere una seconda vita con una un po' più giovane, capito il vecchio ;)


La strada da fare oggi non è molto lunga però con tutte quelle curve bisogna andare lenti e ci sto mettendo troppo tempo. Quando voglio arrivare mi spazientisco e da lì a breve mi ritroverò alle porte di una grande città turistica, ogni chilometro un semaforo che sti stro**i fanno diventare rossi proprio per fermare le macchine di continuo, mi innervosisco così ma devo contenermi, ho la voglia matta di passare con il rosso comunque.
Ad Antalya arriverò senza problemi e la sera riuscirò pure a trovare una (ehm molte) birra.

Mi piace la Efes!