martedì 22 ottobre 2013

Sul traghetto... L'attesa

DOMENICA 20 OTTOBRE

Stamattina sono stato svegliato dal marocchino, credo siano state massimo le 6 è mezzo, lui si alza, Corano sotto braccio e se ne esce per pregare, io mi rimetto a dormire. Più tardi si sveglia l'altro ragazzo, sulla trentina, spagnolo e scopro che anche lui è in moto, con una piccola Suzuki è andato in Croazia e ora se ne sta tornando a casa. Non è un tipo con molta chiacchera e così non approfondiamo, non fa nemmeno una piega quando scopre che la moto di sotto è la mia.
Alle 11 ancora sono sul letto in pigiama, ho detto che avrei preso questi giorni come riposo e mantengo quello che ho, al limite della pigrizia.
Sto avendo solo un problema: mi sembra di essere a casa dei nonni a Zoldo, dopo appena una notte sono tutto attappato, allergia a quel cazzo di acaro della polvere.
La traversata si rivela lunga, il tempo scorre piano e mi annoio, ho poco da fare e non mi resta che godermi il panorama del mare, all'orizzonte non si vede la terra ma solo cielo e terra che si toccano, uno spettacolo nella sua semplicità.
La sera quando stiamo per attraccare a Barcellona con il ragazzo della moto (il nome appena detto già me lo ero dimenticato) tornato in cabina a preparare le sue cose ci facciamo quattro chiacchere. Mi racconta in spagnolo del suo viaggio, della sua Suzuki 250 e delle disavventure con le borse. Ha 37 anni e ha la patente per la moto da appena uno. Diciamo che qualcosa capisco e pare che anche lui capisce me quando gli parlo del supertenerè e del viaggio in Tunisia dell'anno precedente. Ci salutiamo con un: bon viaje!!! (gli ho detto così sperando di aver detto giusto)
Verso mezzanotte arrivano due nuovi inquilini ma è tardi e già sono a letto, vediamo domani chi sono...

LUNEDÌ 21

Ho passato mezza giornata sul letto, avevo detto che avrei fatto concorrenza ad un bradipo e così è stato. Mi alzo solo per mangiare un boccone e cominciare a montare un pezzo di video, anche se ancora ho poco materiale su cui lavorare. Nel mentre cominciano i controlli della dogana preventivi e così pure io mi metto in coda e aspetto i timbri sul passaporto. Più di mezz'ora di coda per 2 secondi di timbro, normale. Ma da dove saranno sbucati tutti gli altri, ieri mi sembrava ci fosse molta meno gente.
Il pomeriggio incontro un gruppo di ragazzi senegalesi e italiani che con le loro macchine se ne vanno nel loro paese, così mi lascio dare il numero di telefono con la speranza che quando sarò verso dakhla lo siano pure loro e in caso unirmi per il pezzo della Mauritania.
A cena me ne vado al ristorante della nave pronto a farmi dissanguare: verdure con polpo e frittura di pesce + birra 18€ mortacci loro!


La partenza: dopo tanto eccoci in marcia!

Stanotte non c'è stato verso di addormentarsi, avrò dormito un'oretta o forse due ma comunque alle 6 ero già pimpante come un grillo. Il traghetto partirà alle 11 e mezzo di questa sera e non ho fretta quindi preparo le ultime cose con calma, con la mamma che gironzola intorno sempre più preoccupata. Poco dopo ecco riunita tutta la famiglia intorno alla moto in garage, siamo arrivati ai saluti! Sono le 10 quando giro la chiave per la prima volta in questo viaggio e parto finalmente. Il quadro della moto segna 57585km.
Da subito per le vie del paese sento la moto pesante, faccio un po' fatica a tenerla stabile quando vado piano e per questo subito mi prende un sentimento negativo. Ho desiderato tanto tutto questo e ora che sono partito da pochi chilometri già temo di non riuscire? È vero che sono un pochino ansioso (grazie mamma) ma la cosa non va bene e cerco almeno per il momento di accantonare certi pensieri. Scorrono i chilometri in una bella mattina col sole e sono fortunato, per il giorno dopo le previsioni danno pioggia! Giorni prima mi sono "autoinvitato" a pranzo da Roberto, ex coinquilino all'epoca dell'università nonché appassionato motociclista e grande ducatista (nda per Robi: Fatti il mono!). Quindi dopo appena un'ora di marcia mi presento a casa sua, sono quasi 7 mesi che non lo rivedo e mi ha promesso una bella grigliata: tappa obbligata e sosta pranzo. Riparto con Robi che mi dice mi scorterà col suo 748 fino ad Arezzo; e qui ci salutiamo, ora proseguo da solo.

Giusto il tempo di prendere l'autostrada e dopo nemmeno una mezz'ora esco dal casello Valdarno, nuovo stop, ho appuntamento con Francesco, amico tenerista conosciuto un paio d'anni addietro al raduno partireper. Si presenta col suo capolavoro: una "Hypertenerè" 850 completamente personalizzata, a mio avviso uno splendido lavoro. L'altra estate con un supertenerè come il mio è stato a caponord (anche questo bellissimo viaggio da fare. Il suo blog è sognandoriente.vpost.it )


Dopo una bella chiaccherata e foto di rito si sta facendo buio e riprendo la strada per Livorno, da questo momento tutta autostrada, nemica di molti motociclisti ma non mia, sarà che mi basta guidare. Tengo una media dei 110, sono veramente carico, non ho tarato le sospensioni e non voglio rischiare sulle curve veloci, anche se sto prendendoci la mano e non mi sembra più inguidabile, mi sto adattando. Non capisco come mai ma man mano che proseguo verso il tramonto e il cielo si fa sempre più scuro perdo quella paura iniziale. Con il buio che avanza sparisce ogni dubbio o timore, ora ho solo tanta voglia di andare avanti, l'ignoto (quello che sarà per me) mi attira, sono curioso di sapere cosa m'aspetterà. Guido ascoltando la musica, mi tiene compagnia e quando becco quella giusta mi da tanta energia...
Giusto l'energia! Manca ormai poco all'arrivo al porto e comincio ad averne sempre meno. Con la sparizione di ogni forma di "paura" è venuta meno anche quella scarica d'adrenalina, sparita la tensione è subentrata la fase relax e se ci mettiamo che ho dormito poco la notte precedente abbiamo una serie di sbadigli tutti di fila, così apro la visiera e lascio che l'aria della notte mi svegli, cosa che non succede. Per fortuna la strada è ormai poca, arrivo al porto, ci metto diversi minuti per capire dov'è l'imbarco per Tangeri, in compenso faccio biglietto e controllo passaporto in un secondo e sono pronto per farmi inghiottire nel ventre della nave. Devo ammettere di esserci rimasto male, l'anno scorso in Tunisia stavo in coda con decine di macchine stracariche, mentre ora sono solo, completamente, infatti mi chiedo il perchè. Speravo di trovare qualcuno in moto come me ma al posto designato per le 2 ruote nuovamente ecco che non c'è nessuno, il supertenerè se ne sta legato solo soletto mentre io salgo le scale per raggiungere la cabina. Sono sorpreso, gli inservienti sono tutti piccolini, minuti e bassi di origine indiana o del Bangladesh? comunque del sud-est asiatico; solo quello della reception sembra essere italiano. Raggiungo la cabina e appena apro scopro di essere stato fortunato: c'è una sola persona, un marocchino mentre l'altro letto basso è libero. Lui dorme, e non si muove nemmeno col casino di me che sistemo la mia roba. Faremo le presentazioni domattina. Il terzo inquilino arriverà molto più tardi, e si vede scocciato per dover dormire sul letto sopra sprovvisto di comodino e presa elettrica (ecco perchè voglio salire presto sui traghetti). 

Ora mi lascio cullare dalle vibrazioni tipo terremoto del traghetto in partenza che oltretutto fanno cigolare la porta del bagno in maniera alquanto fastidiosa. Ma penso proprio che non farò fatica ad adormentarmi tra qualche secondo, giusto il tempo di rimettere a posto il tablet. Buonanotte!

sabato 19 ottobre 2013

Preparazione: La mia vita ora sta in 300kg

Eccoci qui, la sera prima della partenza. Una serata passata con gli amici, ultimi saluti e pacche sulle spalle. E' la parte più bella di un viaggio, avere qualcuno con cui condividere tutto ciò, amici che con una battuta e un sorriso ti fanno stare bene e ti danno motivazione in previsione di tutto il tempo che passerò in solitaria ma mai solo.
Sono agitato, normale, c'è la paura che qualcosa vada storto ma al momento prevale la voglia, sono carico e pronto...
La moto ha già tutti i bagagli, dopo 6 mesi di stop le è bastato un cambio olio, scarpette e trittico nuovo. Per il resto non so proprio dove avrei dovuto mettere le mani, quindi facciamo che bastano questi lavori.
Patente internazionale, assicurazione medica, visti (doppio Mauritano e Senegalese) e vaccinazione sono apposto e non mi resta altro da fare.
Quello che manca ora è il sonno, fino a mezz'ora fa ero cotto ed ora mi ci vorrebbe una camomilla. Prima mi addormento prima parto.
A domani quindi, il giorno da me tanto atteso: